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"La Malapianta" di Gratteri

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La Malapianta_Gratteri


“La cultura è l’unica arma di riscatto”: con queste parole, rivolte qualche tempo fa da Gratteri ad un centinaio di giovani studenti reggini, inizia il libro “La malapianta" – conversazione con Antonio Nicaso”. Parole che rendono bene il senso della lotta che il magistrato calabrese da vent’anni conduce contro quella che definisce una “ pianta”, di cui, piuttosto che attaccare le radici, si potano senza grossi risultati i rami esterni.

Questa lotta Gratteri la conduce sacrificando parte della sua vita, vivendo sotto scorta, sotto la continua minaccia di perdere la vita, eppure non rinuncia mai a rivolgersi ai giovani non come facenti parte di una generazione perduta, ma come portatori di speranza in un domani più vivibile senza le organizzazioni mafiose. La conoscenza del nemico che ci sta davanti e la diffusione della cultura della legalità, ben diversa da quella della ‘ndrangheta (dal greco andràghatoi, uomini valorosi), è il solo riscatto possibile per la nostra Regione.

Al lettore viene offerta dapprima un’accurata ricostruzione storica della ‘ndrangheta, partendo dal Settecento ed attraversando i secoli fino a giungere ai giorni nostri. Viene poi analizzata la collaborazione con Cosa Nostra, il volume d’affari – di proporzioni gigantesche – che l’organizzazione ha saputo mettere in piedi, le relazioni che essa ha  intrecciato in ogni continente, e non ultimo, il clientelismo e la connivenza che gli affiliati  hanno stretto con la borghesia e la politica.

Vengono toccati temi scottanti come il coraggio di dire le cose così come stanno, di sottolineare le colpe di uno Stato, che, secondo l’autore, la guerra contro la ‘ndrangheta non la vuole vincere, che ci tiene ai voti canalizzati attraverso il clientelismo, che è spesso assente e proprio perché non è sentito permette alle organizzazioni criminali di proporsi come stato alternativo, valido ed efficiente,anche se poi soffoca le imprese ed i cittadini stessi.

Si parla dei vari settori economici dell’organizzazione mafiosa: gli appalti pubblici, i sequestri di persona, il  traffico internazionale di droga, gli investimenti nell’Italia del nord e all’estero, lo smaltimento dei rifiuti tossici che impunemente  avvelenano i nostri mari, i delitti politici, le faide di San Luca e della Locride.

Nessuno sconto fa, Gratteri, né alla società attuale, né alla classe politica contemporanea;dipinge un quadro realistico,preciso dello stato delle cose.
Attribuisce, da magistrato, le responsabilità a chi le ha, ma, nel quadro sconvolgente della situazione, egli stesso si preoccupa di far brillare una luce di speranza, proprio rivolgendosi ai giovani, e in loro confidando per l’
estirpazione della mala pianta. Come Nicaso stesso lo definisce, Gratteri è un magistrato di stirpe rara; per molti che ancora ci credono, diventa la voce della coscienza per tanti calabresi che hanno il dovere di ribellarsi allo stato delle cose e che collusi con la ‘ndrangheta proprio non vogliono essere.

I capitoli conclusivi sono dedicati ad un’intervista personale al magistrato, e ad una riflessione finale, che vogliamo riportare integralmente, come un augurio sentito che parte dal cuore,per una regione così crudelmente martoriata :

"CHIUDO CON UNA RIFLESSIONE. Ogni volta che torno in Calabria non c'è, per me, spettacolo più straziante ed incomprensibile che vedere lo scempio che il potere pubblico e il potere criminale hanno fatto di questa terra stupenda.
Dall'abusivismo edilizio alla contaminazione di tratti di mare con sostanze nocive. Se questi mammasantissima pieni di soldi avessero avuto rispetto, loro che farneticano tanto di rispetto, della propria casa, come imparano a fare facilmente persino i cani che non sporcano la propria cuccia, la Calabria, almeno, oggi sarebbe meno povera e più sicura. Invece tutto è usurato. La lotta alla 'ndranghet, la vita di quei pochi magistrati  come lei (Gratteri,ndr)che la combattono,la presenza dello Stato, la speranza, i sogni. Non bisogna mai perdere la forza di combattere e di resistere. Ce la possiamo ancora fare, soprattutto se cominciamo a mettere seriamente in discussione l'antimafia parolaia,quella del gioeno dopo (le stragi,ndr). E' il momento di fare..."

R: "La Malapianta" di Gratteri


VOGLIO AGGIUNGERE UNA POSTILLA.Io ho da sempre ammirato chi lotta contro la mafia e le altre organizzazioni criminali,chi sta dalla parte del bene e chi cerca la verità e non la sopraffazione. In questi tempi così bui,altro che Medioevo,tante volte mi sono smarrita e non sapevo più a chi credere.Difficile oggi avere fiducia in qualcuno;le parole suonano false e i fatti concreti,invece,sono un dilagare di oscenità e disonestà.A maggior ragione Gratteri è diventato il mio "eroe"; vede la realtà con lucidità e con coraggio chiama le cose col loro nome.Menomale che Gratteri c'è!

ritratto di Bryh
Menomale che Gratteri c'è.!


@ giusapone.! Suona lugubre all’orecchio del protagonista della identica frase, cantata a tutto coro, in tutte le “adunanze” dove “lui” (l’unto dal Signore.!) c’è, onnipresente e onnipotente.! Complimenti, Giusy.! L’articolo postato non ha bisogno di alcun commento aggiuntivo.! Sintetizza brillantemente il contenuto de’ “La malapianta” e non è escluso che Gratteri, in edizione successiva, lo inserisca nel suo Libro, a testimonianza che Lui (Gratteri) non è solo nella lotta alla cancrena di questi ultimi decenni che attanaglia la Calabria, con tentacoli fino ai confini del Pianeta.!


Volendo fare un paragone, “La malapianta” (poco nota, in quintessenza, come “ndhranghjta”), sta alla società civile, come la “gramigna” (con ogni rispetto per la Natura) sta alla vigna del contadino.! Una volta che, per incuria, o per ignoranza, si fa allignare, diventa dopo praticamente impossibile estirparla fin le sue profonde e resistenti radici.!


L’una e l’altra (ndhranghjta e gramigna) sono insidiose, subdole, parassite e assorbono ogni piccola risorsa del territorio per mantenersi attivamente in vita.! Allo stato delle cose, la Cultura non è più sufficiente, ma è necessario il concorso di Leggi ed Azioni più incisive che ne contrastino ogni minimo rifiorire.! Il 26% dei Cittadini sensibili è troppo poco, mentre il DdL sulle “intercettazioni” chiude il cerchio.! E’ inutile nasconderlo, ma non è l’attuale classe politica, collusa e compiacente, la più idonea per combattere il fenomeno, mentre i “Gratteri” rischiano la vita, per come la Storia ci ricorda.!


Ciao, ciao.!

R: "La Malapianta" di Gratteri


bry,io ribadisco il concetto che per prima cosa si deve VOLER sconfiggere le erbacce nel giardino!se invece,le erbacce,x un motivo o per l'altro (vuoi xchè formano un bel cespuglio che nasconde le tue marachelle,vuoi xchè alcune erbacce come l'ortica possono diventare utili e se ne può trarre guadagno) fai solo finat di combatterle,ma in realtà le ignori,o le coltivi nascosatmente,allora come potrà mai il giardino essere ben curato???rendo l'idea?

R: "La Malapianta" di Gratteri


e poi mi chiedo:in questa società attuale, che copre qualunque reato e non garantisce la certezza della pena, chi sarà il giardiniere tanto forte e onesto da riconoscere le erbacce,e da volersene privare?dai!!!noi comui cittadini possiamo parlarne,si,scriverne,si,lodare chi cerca d'essere giardiniere, ma più in là non credo che possiamo andare. E mi sono piacevolmente stupita nel constatare che Gratteri ha scritto una cosa che io avevo già pensato, e vi avevo anche scritto, e cioè che oggi, il giovane che vuole entrare in politica SA,NE E' CONSAPEVOLE, del mondo a cui andrà incontro,un mondo marcio purtroppo.Sa che dovrà adeguarsi e che ne verrà travolto,prima o poi,in un modo o nell'altro.Io per esempio,non ci penserei nemmeno ad addentrarmi in quella guingla perchè non ho fiducia in quei figuri.Nemmeno un pò.Ma il giardino lo vorrei davvero pulito e ordinato.Peccato

ritratto di Bryh
Giungla selvaggia e Prato aperto in fiore.!


@ giusapone.! Si dice che ti devi interessare di Politica affinché la Politica non si interessi di te… per fregarti.! La Politica non è una giungla impenetrabile, insidiosa e imprevedibile, ma un Prato aperto a chiunque per cogliere il fior che trova e che ad ognuno più lo aggrada.! Mi sono interessato di Politica (ma anche di Sindacato) fin dai primordi (1946), e presumo di conoscere le “marachelle” che vi allignano dentro, perché l’Uomo è sempre quello che fu fin fal suo apparire.: Un carnivoro-erbivoro.!


Ognuno di noi ha in testa una propria “dirittura morale” che, in percentuale, va da zero (erbivoro) a cento (carnivoro).! Sta a te, per primo, valutare la tua percentuale e successivamente stabilire con chi aggregarti.! Se la tua percentuale è 100, ne troverai molti con percentuale elevata ed è con loro che devi accompagnarti, senza curarti di coloro con percentuale molto bassa, perché questi saranno sempre tuoi avversari, per non dire nemici.!


In Politica, bisogna studiare moltissimo, ma soprattutto “stare dentro” se si vuole capire e cercare di fare qualcosa.! Nel famigerato ventennio, il Prato era dominio di una sola persona, mentre oggi “La malapianta” è tale da essere a buon punto per ricadere ancora in quello stato.!


Ciao, ciao.!

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