Provincia di Catanzaro, riaperto il Museo Numismatico e Archeologico


“Quando i musei aprono è sempre un giorno di festa perché significa riscoprire le radici di una comunità, riscoprirne le tradizioni, recuperare uno spazio importante per la cultura che è la linfa vitale di una società. Per questo la riapertura del Museo archeologico e numismatico della Provincia di Catanzaro è un evento importante ma non solo per Catanzaro: quello che riapriamo oggi, nel cuore del centro storico, è un tesoro per la città di Catanzaro, la Calabria e l’intero Paese da custodire per preservare la nostra storia”.

A dirlo è stato il presidente della Provincia di Catanzaro Enzo Bruno riaprendo il Museo Numismatico e Archeologico di proprietà dell’Amministrazione. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il direttore del Museo Rosetta Alberto, il prefetto Luisa Latella, il vice presidente della Giunta regionale Antonio Viscomi, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Marco Pecci, il notaio Rocco Guglielmo presidente dell’omonima Fondazione e direttore artistico del Marca, il direttore della succursale della Banca d’Italia Sergio Magarelli, il direttore dell’Accademia di Belle Arti Anna Russo, i professionisti, i tecnici e gli studiosi che hanno lavorato per realizzare il nuovo allestimento. La dotazione del museo è composta da monete e reperti archeologici derivanti da ricerche volute tra la fine dell’ottocento e i primi anni del novecento dalla Commissione Conservatrice per le Antichità e gli Oggetti d’Arte, e da acquisizioni e donazioni private. Il nuovo allestimento ha come obiettivo la ricostruzione della storia del territorio di Catanzaro nelle varie epoche passate attraverso i numerosi reperti recuperati da siti di scavo locali, rendendola di facile acquisizione e comprensione ai visitatori.

E’ stato definito un percorso storico temporale che si snoda nelle sale espositive, scandito da pannelli didattici e suddiviso cromaticamente a seconda delle diverse epoche a cui appartengono i reperti archeologici esposti: un itinerario di visita con cui riproporre cronologicamente il passato del territorio, dall’epoca pre e protostorica, a quella romana fino al Medioevo.

16 Dic 2016 0 comment  


“Quando i musei aprono è sempre un giorno di festa perché significa riscoprire le radici di una comunità, riscoprirne le tradizioni, recuperare uno spazio importante per la cultura che è la linfa vitale di una società. Per questo la riapertura del Museo archeologico e numismatico della Provincia di Catanzaro è un evento importante ma non solo per Catanzaro: quello che riapriamo oggi, nel cuore del centro storico, è un tesoro per la città di Catanzaro, la Calabria e l’intero Paese da custodire per preservare la nostra storia”.

A dirlo è stato il presidente della Provincia di Catanzaro Enzo Bruno riaprendo il Museo Numismatico e Archeologico di proprietà dell’Amministrazione. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il direttore del Museo Rosetta Alberto, il prefetto Luisa Latella, il vice presidente della Giunta regionale Antonio Viscomi, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Marco Pecci, il notaio Rocco Guglielmo presidente dell’omonima Fondazione e direttore artistico del Marca, il direttore della succursale della Banca d’Italia Sergio Magarelli, il direttore dell’Accademia di Belle Arti Anna Russo, i professionisti, i tecnici e gli studiosi che hanno lavorato per realizzare il nuovo allestimento. La dotazione del museo è composta da monete e reperti archeologici derivanti da ricerche volute tra la fine dell’ottocento e i primi anni del novecento dalla Commissione Conservatrice per le Antichità e gli Oggetti d’Arte, e da acquisizioni e donazioni private. Il nuovo allestimento ha come obiettivo la ricostruzione della storia del territorio di Catanzaro nelle varie epoche passate attraverso i numerosi reperti recuperati da siti di scavo locali, rendendola di facile acquisizione e comprensione ai visitatori.

E’ stato definito un percorso storico temporale che si snoda nelle sale espositive, scandito da pannelli didattici e suddiviso cromaticamente a seconda delle diverse epoche a cui appartengono i reperti archeologici esposti: un itinerario di visita con cui riproporre cronologicamente il passato del territorio, dall’epoca pre e protostorica, a quella romana fino al Medioevo.

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