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L’Aspromonte un massiccio montuoso ricco di storia e natura

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L’Aspromonte un massiccio montuoso ricco di storia e natura_ Flickr - a_sorense

L'Aspromonte è un massiccio montuoso della provincia di Reggio Calabria, La vetta più alta è il Montalto (1.956 m). Quasi tutti i contrafforti scendono ripidi verso il mare, cosicché la fascia costiera è molto ristretta. Caratteristico è lo sviluppo dell'Aspromonte a terrazze sovrapposte, se ne riconoscono quattro livelli. La vegetazione è molto ricca e varia, assolutamente da visitare. Potrete incontrare la macchia mediterranea, con diversi consorzi floristici spesso unici, che diversifica molto rispetto all'esposizione. Sulla fascia jonica si trovano ginestre spinose ginestre da fibra spartium junceum,che convivono con il lenisco il mirto il perastro e nelle aree umide le tamerici. Risalendo si formano macchie alte o boschi veri e propri composti prevalentemente da roverelle e lecci. Nelle aree medie è presente il castagno, le pinete che progressivamente con la specie pino laricio si portano fino alle altezze maggiori dove gli abeti e poi il faggio formano la copertura dei boschi alti. Nella zona litoranea predominano agrumi, vite, olivo e l'orticoltura; sotto i 1.000 m esistono boschi di quercia e leccio, sopra i 1.000 m il pino laricio, l'abete dei Nebrodi e il faggio.
Se avete voglia di sciare,  a 1.311 m sorge la stazione sciistica di Gambarie. In un'impervia valle nel cuore dell'Aspromonte. Oltre al turismo i monti dell’Aspromonte sono meta di turismo religioso,  nel comune di San Luca, si trova il Santuario della Madonna di Polsi, importante luogo di culto.
Oltre ad una flora vastissima, l’Aspromonte è stato testimone di importanti momenti storici. Nel 1862 a seguito della questione romana, in cui sembrava che il governo italiano volesse tenere un livello di basso profilo, e dell'accordo con Napoleone III, Garibaldi tentò di arrivare a Roma con 3.000 volontari. Ma la risoluta reazione dei francesi costrinse Urbano Rattazzi ad intervenire e a mandare il generale Enrico Cialdini a fermare Garibaldi.Lo scontro si svolse a pochi chilometri da Gambarie il 29 agosto 1862, nel corso del quale Garibaldi fu ferito e preso prigioniero, insieme ai suoi seguaci (giornata dell'Aspromonte), alcuni dei quali vennero fucilati. Garibaldi fu condotto all'ospedale militare del Varignano, presso La Spezia per esservi curato e, dopo la guarigione, gli venne concesso di tornare alla sua residenza di Caprera.Nella località del comune di Sant'Eufemia d'Aspromonte, dove l'eroe fu ferito, si trova un mausoleo con un suo busto e delle lapidi che lo ricordano ed è indicato l'albero che secondo i ricordi è quello dove egli si appoggiò ferito. Al Museo del Vittoriano a Roma sono conservati i cimeli dell'episodio (lo stivale forato e la pallottola).

 
Se hai altre curiosità vai su: http://it.wikipedia.org/wiki/Aspromonte

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visitate le cascate di Maisano, magari in estate che si può fare il bagno!!!il luogo merita davvero!!bellissimo l'Aspromonte!!

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PRENDERO' CONSIGLIO SICURAMENTE IN ESTATE E' MEGLIO

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UN BEL POSTO DA VISITARE

ritratto di Golosino
Asprumunti


Una bellissima poesia in dialetto calabrese ci sta proprio a puntino:

Asprumunti

Non 'ndavi 'cchiu restuccia a la campagna,

mò ch'agustu disvampa alla marina!

O pecuraru, re di la muntagna,

lassa lu chianu e pigghia la pindina.

'Nta la bertula menti pochi pani;

cunta e ricunta pecuri e muntuni;

'rringa la mandra, avanti cu li cani,

arretu vanci tu cu lu vastuni!

E… camina, camina, pecuraru,

sata li timpi e passa li sciumari.

Cu sapi quantu tempu t'aspittaru

li cosi chi 'ddassasti a li pagghiari.

Non ti firmari! Seguita la strata

finu chi non 'rrivi a lu strapuntu

d'undi lu munti, arretu a la vutata

isa la testa e scumbogghia la frunti.

Vicinu a 'ttia la troffa di zappini,

a lu sirinu li capiddi sfrundi

e poi luntanu, chi non pari fini,

lu celu cu lu mari si cunfundi.

Persu 'nta ll'aria all'occhi toi davanti

Asprumunti ti varda e resta mutu.

Pari nu vecchiu, pari nu giganti,

pari nu santu! Facci nu salutu.

Dinci: ora e sempri biniritta sia

l'ura chi mi cunsola e m'accumpagna;

Santu Asprumunti, si luntanu ia,

surda era l'aria e la terra sulagna.

Ma ora chi ti viu e la to vuci

mi porta li carizzi di lu ventu

fazzu lu signu di la santa cruci

e all'umbra tua mi curcu e m'addurmentu.

E…. dormi, dormi! ca lu sonnu veni,

dopu vintiquattruri di caminu,

e non ci faci nenti si non teni

nu mataruzzu musciu e nu cuscinu;

quandu 'nci su li fogghi di la serra

e 'nta li fossi non luci lu ielu,

non 'ndavi lettu megghiu di la terra.

non c'è suffittu megghiu di lu celu.

(Napoleone Vitale)

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ci vorrebbe la traduzione alcune parole non le capisco

ritratto di Golosino
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il problema e' che troppe persone trascurano il dialetto e non dovrebbero. Chi perde l'uso del dialetto perde un grosso pezzo d'identita'.

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anche io alcune parole dialettali non le capisco

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il dialetto stretto per me e' un enigma

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bravissimo golosino,questa poesia la conosco,alle superiori ho fatto un percorso sulla letteratura calabrese!mi fa molto piacere trovare questa poesia qui

http://www.wikio.it