"Il più bel chilometro d'Italia"
Il famoso lungomare del centro storico di Reggio, di gran lunga più esteso di un chilometro (sono infatti precisamente 1,7 km che vanno da Piazza Indipendenza a Piazza Garibaldi), è ricco di palmizi e specie vegetali estremamente variegate. Il viale è adornato da palazzi in stile liberty, molti risalenti all'ultima ricostruzione della città, tra i quali spiccano Palazzo Zani, Palazzo Spinelli e Villa Genoese Zerbi.
Tra il mare e la passeggiata con il parapetto e i lampioni liberty, sorge l'Arena dello Stretto, teatro in stile tipicamente greco che ospita eventi culturali ed intrattenimento soprattutto nei mesi estivi; sul "Molo di Porto Salvo" antistante l'Arena sorge il monumento a Vittorio Emanuele III, che qui sbarcò toccando il suolo italiano per la prima volta da Re il 31 luglio 1900. Tutto il percorso è quindi impreziosito da monumenti commemorativi e siti archeologici che testimoniano la storia della città.
D’Annunzio lo definì “il più bel chilometro d’Italia” forse anche per via del miraggio della Fata Morgana, spettacolare fenomeno ottico visibile solo dalla costa calabra; effetto dovuto alla particolare distribuzione dell'indice di rifrazione della luce del sole in diversi strati d'aria e quindi per certi versi analogo al miraggio. Soprattutto nelle calde mattine d’estate dalle coste, in certi casi dalla costa calabra si può vedere la Sicilia più vicina del normale con immagini distorte e riflesse sul mare o sul suolo in sostanza la distanza sembra essere di poche centinaia di metri e si ha l'impressione di osservare nello Stretto una città irreale che si modifica e svanisce in brevissimo tempo; talvolta si possono, per poco tempo, distinguere le case, le auto e addirittura le persone poichè le minuscole goccioline di acqua rarefatta fanno da lente di ingrandimento.
Mito di Fata Morgana
Una leggenda ampiamente diffusa in tutta l'area dello Stretto narra che durante le invasioni barbariche in agosto, mentre il cielo e il mare erano senza un alito di vento, e una leggera nebbiolina velava l'orizzonte, un'orda di conquistatori dopo avere attraversato tutta la penisola giunse alle rive della città di Reggio e si trovò davanti allo stretto che divide la Calabria dalla Sicilia.
A pochi chilometri sull'altra sponda sorgeva un'isola - la Sicilia - con un gran monte fumante - l'Etna - ed il Re barbaro si domandava come fare a raggiungerla trovandosi sprovvisto di imbarcazioni, quindi impotente davanti al mare. All'improvviso apparve una donna molto bella, che offrì l'isola al conquistatore, e con un cenno la fece apparire a due passi da lui. Guardando nell'acqua egli vedeva nitidi, i monti, le spiagge, le vie di campagna e le navi nel porto come se potesse toccarli con le mani. Esultando il Re barbaro balzò giù da cavallo e si gettò in acqua, sicuro di poter raggiungere l'isola con un paio di bracciate, ma l'incanto si ruppe e il Re affogò miseramente. Tutto infatti era un miraggio, un gioco di luce della bella e sconosciuta donna, che altri non era se non la Fata Morgana.
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ma che bella leggenda,non la conoscevo!
:)
nemmeno io la conoscevo
e' la prima volta che vengo aconoscenza di questa leggenda
sapevo del fenomeno,e so anche che tanti studenti reggini hanno scritto la loro tesi di laurea proprio su questo tema...
E' UN BELLO SPUNTO COME TEMA DI TESI
interessante non e' il solito argomento