Tutti ad ammirare i Bronzi di Riace |
A rendere noto le cifre aggiornate delle tante persone che vengono ad ammirare i famosi Bronzi di Riace è il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova. Lo scorso mese di febbraio, infatti, si è registrato un considerevole aumento: il numero dei visitatori è quadruplicato, portando a quattromila le presenze che nei mesi scorsi aveva un trend fisso sulle mille presenze. Oltre al successo registrato, la conferenza stampa con i giornalisti ha dato modo di illustrare la futura valorizzazione dei Bronzi e delle altre opere custodite nel palazzo in questione.
I Bronzi di Riace sono stati trasportati in questa nuova sede a causa della chiusura momentanea del museo nazionale della Magna Grecia. Il progetto si è allargato e oltre a ricevere i Bronzi nella sala “Federica Monteleone” per il restauro (che partirà il prossimo 8 marzo con gli esami gamma-grafici), il palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale, ha messo a disposizione anche la sala “Nicholas Green”, in cui sono stati già collocati due magnifici templi policromi ed i pinakes. Come cornice a questa esposizione verranno promossi una serie di eventi culturali. Da conferenze sulla bronzistica da parte di Paolo Moreno, professore emerito di Archeologia e Storia dell’Arte della Terza Università di Roma alla possibilità di seguire i lavori di restauro sul web.
Una iniziativa che non mira solo alla valorizzazione del patrimonio artistico culturale del territorio della Calabria, ma anche a consolidare rapporti e sinergie tra i vari soggetti ed enti operanti nella regione in previsioni di nuove future collaborazioni. Tutto questo grande impegno sarà ovviamente un vantaggio per la regione stessa e per tutti quelli, amanti dell’arte, pensano che la cultura sia il nostro bene più prezioso.
La storia dei Bronzi di Riace
I Bronzi di Riace sono due statue bronzee di circa due metri di altezza, di provenienza greca o magna greca, databili al V secolo a.C. (ancora oggi non è stata raggiunta unanimità per quanto riguarda la datazione, la provenienza e tantomeno gli artefici delle due sculture). La coppia di statue venne rinvenuta casualmente il 16 agosto 1972 da Stefano Mariottini, un giovane sub dilettante, a 300 metri dalle coste di Riace in provincia di Reggio Calabria a 8 metri di profondità e sono considerate tra i capolavori più significativi del ciclo ellenico e tra le poche testimonianze dirette dei grandi maestri scultori del mondo greco classico. I Bronzi di Riace identificati inizialmente con le lettere A e B raffiguravano degli imponenti corpi maschili nudi, uno apparentemente più giovane e l’altro più maturo, la loro identità restava sconosciuta.
A Reggio l'equipe di tecnici lavorò alla pulitura delle due statue fino al gennaio 1975, quando la Soprintendenza reggina ebbe la certezza che sarebbe stato impossibile eseguire un completo e valido restauro delle statue utilizzando solo i limitati strumenti che erano a disposizione del proprio laboratorio
Furono allora trasportate a Firenze, presso l’Opificio delle Pietre Dure; furono sottoposte ad analisi radiografiche, necessarie per conoscerne la struttura interna, lo stato di conservazione e lo spessore del metallo. Pur essendo stato fatto durante il restauro fiorentino un trattamento conservativo, nei primi novanta sono comparsi numerosi fenomeni di degrado, che hanno consigliato lo svuotamento totale del materiale anticamente servito per modellare le figure (la cosiddetta “terra di fusione") e parzialmente lasciato dai restauratori fiorentini all'interno delle due statue. Così nel 1995, terminata la pulizia interna e dopo aver subito un trattamento anticorrosione, i due Bronzi sono stati nuovamente collocati nella grande sala del museo reggino.
Sicuramente uno dei più famosi ed eclatanti ritrovamenti degli anni recenti, i Bronzi di Riace dividono i numerosi studiosi che si arrovellano con ipotesi di datazione e di collocamento, nonché sull’attribuzione degli autori delle statue e i personaggi/guerrieri che rappresentano. Oggi i Bronzi si possono ammirare a Palazzo Campanella, nuova sede espositiva per la chiusura temporanea del museo nazionale della Magna Grecia.
Per approfondire:
http://it.wikipedia.org/wiki/Bronzi_di_Riace
http://www.agi.it/catanzaro/notizie/201003021708-cro-rcz1072-bronzi_riac...
http://www.archeocalabria.beniculturali.it
http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/reggio_bron...
www.bronzidiriace.org sito apposito attrvaverso cui si potrà effettuare un vero e proprio tour virtuale per ammirare i Bronzi di Riace nel laboratorio
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ma non viene spiegato il perchè dell'aumento dei visitatori.
Cmq bella iniziativa che ci rende orgogliosi delle nostre radici.
Invece,spiace constatare che le due sale sono dedicate a due vittime della Calabria..uno della delinquenza,l'altra della malasanità.
perche erano ( o credo siano ancora) in restauro in quanto si poteva ammirare attraverso un vetro la restaurazione indiretta se non erro
ah,ho capito.Cmq è risaputo che nei musei la prte di materiale esposto è solo una minima quantità...il resto giace nei magazzini x mancanza di spazio o personale
sicuramente non tutto viene esposto
ma chissà quante cose piccole ma interessanti sono accatastate nei depositi..
La cosa interessante nel visitare ora i bronzi è la possibilità di vedere come i restauratori ci lavorano.
SI INFATTI SU UNA RETE LOCALE L'ALTRO GIORNO C'ERA UN SERVIZIO IN PROPOSITO
li staranno riportendo all'antica bellezza con piccoli ritocchi..o ci sono parti proprio rovinate?
non saprei esattamente ma in ogni caso e' bene sempre il restauro aiuta amantenerli piu' intatti
e anche più belli.Abbiamo tante meraviglie da mostrare al mondo!