Tempio dorico a Monasterace Marina |
A pochi metri dalla riva del Mare Jonio, ai piedi del promontorio Cocinto, sono stati rinvenuti i resti del Tempio Dorico che viene datato dagli archeologi all'anno 420 a.C. L'edificio di cui è rimasta solo la base, misura 18X41 metri ed era provvisto di 36 colonne distribuite nel perimetro esterno.
Kaulon, originariamente era colonia della Magna Grecia; ora i resti, appunto, sorgono nei pressi di Punta Stilo, nel comune di Monasterace, in provincia di Reggio Calabria. Reperti archeologici provenienti dagli scavi effettuati sul posto sono esposti al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria.
Incerti di chi fosse colonia, molti autori propendono ad attribuire che Kaulonia fosse colonia di Crotone, dal momento che il suo fondatore, Tifone di Egio, era acheo.
La città era limitata a sud dal fiume Sagra, sulle cui rive nel VI secolo a.C. si svolse la famosa battaglia della Sagra appunto, in cui Kaulon alleata con Kroton fu sconfitta da Locri Epizefiri e Rhegion, grazie al miracoloso intervento dei Dioscuri. Ciò tuttavia non impedì alla città di attraversare il suo momento di massimo splendore.
Kaulon venne poi sconfitta dalle forze congiunte dei Lucani e di Dionisio I di Siracusa, sconfitta che costò nel 389 a.C. la deportazione dei suoi abitanti a Siracusa e la cessione del territorio a Locri, alleata del tiranno. Ricostruita da Dionisio il Giovane, Kaulon, fu però preda di Annibale nella seconda guerra punica, finendo poi definitivamente nell'orbita di Roma per opera di Quinto Fabio Massimo nel 205 a.C.
Alcuni resti inoltre sono esposti nel museo della città di Monasterace Marina, nei pressi del Tempio Dorico.
Tra i reperti una nota particolare alle monete. Kaulon è stata la prima al mondo a coniare monete in argento. I ritrovamenti confermano anche una eccellente manufattura. L'argento per il conio veniva estratto nella vallata interna oggi denominata Stilaro, conosciuta anche in epoca moderna per le miniere da cui si estraeva Mobildeno.
Ancora una volta la Calabria si conferma luogo di interesse archeologico, pieno di arte e cultura, culla di quello che un tempo fu la Magna Grecia.
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