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Rino Gaetano, cantastorie calabrese

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Rino Gaetano nasce appunto a Crotone il 29 ottobre 1950. Per motivi familiari si trasferisce a Roma, nel Lazio all’età di dieci anni, diventando così uno dei tanti emigrati calabresi che si sono fatti riconoscere per meriti artistici.
Dopo le prime esibizioni al Folkstudio, viene scoperto da Vincenzo Micocci, e il debutto discografico avviene nel 1973: con lo pseudonimo di Kammamuri's, pubblica per la It il 45 giri "I Love You Marianna" (sul lato B Jaqueline); prodotto da Antonello Venditti, Piero Montanari e Aurelio Rossitto, fonico dello Studio 38, dove venne realizzato il disco (acronimo di RosVeMon, dall'iniziale dei cognomi). "I Love You Marianna" potrebbe far pensare alla marijuana ma in realtà qui Rino, pur giocando sul doppio senso, si riferisce all'affetto che lo lega alla nonna Marianna, con la quale giocava da bambino. In quegli anni il cantante stringe una particolare amicizia con alcuni dei colleghi sotto contratto con la It di Vincenzo Micocci, alcuni di questi allora ancora poco noti, quali i cantautori Antonello Venditti, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, l'attore Marco Messeri.


Il grande successo arriva nel 1975 quando esce il 45 giri "Ma il cielo è sempre più blu".
Nel 1978 Rino partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Gianna, piazzandosi al terzo posto.
La morte se lo porta via troppo presto, a soli 30 anni. La vita e la carriera artistica si interrompono tragicamente in un incidente stradale il 2 giugno 1981: muore per la gravità delle ferite riportate. Ora la sua salma si trova al cimitero del Verano.
Resteranno di lui i graffianti testi di denuncia sociale in difesa del Sud e dei più deboli, contro le prepotenze dei politici. Così come la strofa della famosa canzone: "Chi vive in baracca/ chi suda il salario/ chi ama l'amore chi sogni di gloria/ chi ruba pensioni/ chi ha scarsa memoria”. O come il suo lavoro “Mio fratello è figlio unico”, in cui sono presenti parole di accusa palese. O come l’album del 1978, Nuntereggae Più; l'omonima canzone (con la partecipazione di Lino Banfi, anche se Bruno, l'amico di sempre di Rino, giura di essere lui a esclamare "nuntereggaepiù" a ogni strofa del brano) è un colossale sberleffo a ritmo di reggae contro tutto e contro tutti, da Gianni Agnelli alla P2, dalle P38 a Berlinguer.


È quello che gli è sempre appartenuto: cantare storie, mostrare un Italia grottesca, piena di contraddizioni sociali e politiche, di drammi ma anche di passioni e sentimenti noboli; un’Italia che comunque da lui è sempre stata amata.
La sua arte però non è morta con lui ed omaggi, tributi ed eventi continuano a susseguirsi per rendere memoria a questo grande artista. Così come tante famosi canzoni che hanno segnato e segnano tuttora un pezzo importante di storia della canzone italiana.

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