La lotta alla ‘ndrangheta in rete e la campagna ReggioLiberaReggio |
I periodi sembrano veramente presagire aria di novità e cambiamento. La lotta alla ‘ndrangheta e alle mafie cerca di sgomitare, farsi largo e farsi sentire. In ogni modo e con ogni mezzo.
La realtà di manifestazioni, eventi, indagini e quant’altro viene affiancata da un’altra realtà dei tempi moderni: quella del web.
“C’è chi dice no” è il nuovo dossier di Stopndrangheta.it, il primo archivio multimediale sulla criminalità organizzata in Calabria. È dedicato al pizzo e a chi ha deciso di non pagare il crimine, ma di denunciare gli abusi. Nel dossier sono raccolte vecchie e nuove storie, articoli di giornale, fotografie e video, documenti istituzionali e di associazioni, le parole dei testimoni e le analisi degli esperti. Tanti altri reportage fanno da protagonisti in questo dossier, che vuole restituire giustizia e libertà ai tanti piccoli e grandi imprenditori che vogliono dire di no al racket criminale e che si vedono abbandonati e non assistiti dallo Stato. Quelle stesse istituzioni statali a volte in prima linea invischiate in queste losche dinamiche.
La redazione di Stopndrangheta.it ha deciso di pubblicarlo proprio nella giornata di ieri in cui Libera di Reggio Calabria lancia la campagna “ReggioLiberaReggio-La libertà non ha pizzo”. Questa campagna indicherà, tramite un adesivo esposto, tutti i negozi che si ribellano al pagamento del pizzo. Un’iniziativa, frutto di un impegno di 58 associazioni, tenuta a battesimo da don Luigi Ciotti, sacerdote italiano, attivo nella lotta alle mafie: “c’è bisogno di concretezza, di meno parole e di più fatti, forse di meno convegni, come se ne fanno in Italia tutti i giorni, alcuni importanti, ma c'è bisogno di tanta concretezza, coerenza, continuità soprattutto” (La Repubblica).
C’è bisogno di coraggio da parte dei negozianti e commercianti e non solo. Si richiede anche l’adesione di famiglie, persone e gente comune che aderendo si impegnano a dar man forte a chi si ribella alla ‘ndrangheta.
Un piccolo gesto che aiuterebbe tutti a trovare uno spiraglio di luce nel buio delle estorsioni della ‘ndrangheta.
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Insomma, una "Libera" calabrese.. ben fatto,oggi più che mai bisogna dare alla società intera, e soprattutto ai giovani, dimostrazione di amore per la legalità e rifiuto per tutte le mafie.
MA ANCHE SE I COMMERCIANTI METTONO IL CORAGGIO LA LEGGE FINO A CHE PUNTO LI TUTELA?
non voglio giustificare i delinquenti ... mase ci sarebbe piu' lavoro credo che tutta questa delinquenza non ci sarebbe o sbaglio?
mary la questione è il modo di pensare!se l'amore alla legalità fosse più forte,il lavoro che c'è aumenterebbe o si creerebbero nuovi posti.La cosa si può vedere come dici tu o come dico io.Sono due lati della stessa medaglia x me.Non vedo cos'hanno di diverso i "nordici" rispetto a noi se non un modo di vivere e pensare diverso
GIUSY cosa credi che al nord non esiste la mafia...?
Ho dato soltanto una scorsa al sito, soffermandomi sulla impostazione e su alcuni titoli.! Un lavoro certosino, una vera enciclopedia sulla ndrangheta (in dialetto reggino, io scrivo “ndhranghjta”).! M’è sembrato di non aver visto alcun blog dove poter intervenire dall’esterno per esprimese opinioni e segnalare anomalie.! Complimenti ai redattori ed ai compilatori.! E’ sempre un’altra strada per cominciare a contrastare sul serio l’organizzazione criminale che, dopo avere infestato la Calabria, sta attanagliando il costume, l’etica e l’economia dell’intero Pianeta.! Scuola, Magistratura, Forze dell’Ordine, Istituzioni, che siano di guida e protezione dei Cittadini che ancora credono in una Calabria migliore.!
bravo bry,sono d'accordo con te,soprattutto sulll'importanza che la scuola (e i docenti,così maltrattati dal governo) hanno nell'educare i giovani alla legalità. Mary,non è che credo che al nord la mafia non ci sia,io parlavo della mentalità asservita alla logica della mafia,che riscontro spesso al sud. Cmq non ne voglio fare una polemica nord-sud,mi basta sapere che questa iniziativa c'è,e sostenerla.
@ giusapone.! Colpa dei programmi scolastici, ma rilevo che la Scuola (particolarmente la Media inferiore) non fa niente in direzione del “Rispetto della Legalità”.! Un tempo c’era la materia “Igiene”, ma non c’erano ancora abbastanza “acqua e sapone” per poterci lavare.! Dopo vennero fuori delle materie, inizianti con la parola “Educazione”, tra le quali “Educazione civica”, mediante la quale si apprendevano i primi rudimenti per il vivere civile.! A mio avviso, se si vuole seriamente cominciare a fare qualcosa, bisognerebbe riprendere questa Materia, nella quale inserire l’argomento “Lotta alla criminalità organizzata”, facendola insegnare da Insegnanti qualificati e non da Diplomati generici, con scarsa preparazione di base, come è stato allora.! Ovviamente, per non appesantire lo studio, soprattutto a carico dei Discenti, dovrebbe essere drasticamente ridotto l’insegnamento di molto materiale inutile, farraginoso, elucubrante, indisponente, che lascia il tempo che trova, da relegare alla facoltà individuale degli interessati.! Ciao, ciao.!
sono d'accordo con te, ma da insegnante ti dico,con consapevolezza, che anche la cultura è in uno stato pietoso.Basta guardare da vicino le iniziative dello Stato che tendono a distruggere il mondo della scuola.Anoi è stata imposta la valutazione nella materia "cittadinanza e costituzione" senza aver avuto il tempo di fare lezioni.Dimmi tu se questo è possibile, e lo sai che tante materie alle superiori sono state eliminate x poter eliminarne i docenti?siamo messi male, bry...alo Stato non interessa la legalità,già non interessa nel concreto,figurati nell'astratto,nell'insegnamento!mala tempora currunt
noi insegnanti,cmq, nelle lezioni di ogni giorno cerchiamo in tutti i modi di inserire tra le tante nozioni anche il rispetto per la legalità,ma ci troviamo di fronte delle situazioni che non sto qui a spiegarti!non sono più i tempi di una volta, e come dici tu non basta restare a guardare.Io cerco ogni giorno di fare del mio meglio...