Alla scoperta delle radici linguistiche in Calabria |
Il 26 maggio alle ore 17 nella Sala Convegni delle Terme Sant’Elia si terrà la presentazione ufficiale del Vocabolario del dialetto di Galatro di Umberto Di Stilo, pubblicato per Luigi Pellegrini Editore. Saranno presenti l’autore, il prof. Paolo Martino dell’Università di Roma Lumsa e altri personaggi di spicco della cultura e della politica.
L’obiettivo è inserito nel grande progetto che viene fuori dalle parole di Paolo Martino: “un prezioso supporto in vista del progetto di cartografazione della realtà linguistica della regione”, cioè “la realizzazione di un Atlante linguistico della Calabria (che) appare ormai inderogabile, visto che i materiali consegnati nei repertori classici (…) appaiono insufficienti per dar conto dei particolari della variazione dialettale calabrese. Basti pensare alla capricciosa distribuzione dell’isoglossa delle retroflesse e dell’isomorfa del pronome possessivo posposto, che richiedono indagini geolinguistice molto più capillari” (strill).
Memoria, passato, tradizioni linguistiche inserite nelle tante pagine del Vocabolario del Di Stilo, uno dei più affidabili di settore.
Pubblicazione importante anche nell’ottica della rivalutazione di dialetti e minoranze linguistiche, spesso esclusi dalla legge 482/1999 che tutela appunto alcune minoranze linguistiche nel nostro territorio, ma lascia altre senza protezione se non la sensibilità della comunità in questione.
Insomma un opera che coniuga esperienza ‘su campo’, tradizioni e grandi competenze tecniche.
Il Vocabolario è corredato, infine,da un’Appendice di antichi soprannomi e da Elementi di grammatica galatrese, nonché da una non meno utile Bibliografia essenziale nella quale risultano inseriti il Rohlfs, il Marzano e lo Stancati-Violi, punti di riferimento imprescindibili della lessicografia regionale.
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quanto mi piacciono questi studi linguistici!
i dialetti sono per l'appunto le radice della nostra lingua
Il “Vocabolario del dialetto di Galatro di Umberto Di Stilo”.! Non sarà facile che riesca a consultarlo, forse per pigrizia, forse per indifferenza ormai a qualunque tipo di ricerca.! Sarà indubbiamente un’Opera linguistica di inestimabile valore, da incastonare nel programmato “Atlante linguistico della Calabria”, a corredo di quella Cultura globale calabrese della quale si accusa una certa rarefazione, dovuta al fatto che “i Figli migliori della Calabria se ne vanno” verso altri lidi, come ultima spiaggia per la loro sopravvivenza.!
Sostengo da sempre che ognuno di noi dovrebbe scrivere almeno un libro ed avere almeno un lettore che non sia se stesso.! Ma sostengo anche che ognuno di noi ha l’obbligo di ricercare le propri radici genealogiche, anche attraverso il linguaggio dei propri antenati del quale si ha traccia nel dialetto parlato dalla propria madre.!
Io l’ho fatto diversissimi anni fa, con certosina pazienza, avvalendomi della memoria di parenti ed amici, raccogliendo le informazioni in cliché predisposti, raccolti in due volumi, in modo da avere uniformità nella esposizione delle informazioni.! Un volume ha per “protagonista” la mia persona e l’altro ha per “protagonista” mia +moglie.! Di ciascun soggetto sono indicati le generalità anagrafiche di.: Genitori, Fratelli, Affini, Figli.! Mentre di ciacuna “Coppia di genitori”, sono indicati i Figli.!
mary,permettimi di correggerti.Non è corretto dire che i dialetti sono la radice della nostra lingua,se x lingua intendi l'italiano, e se si considera il dialetto come una forma "volgare ed imbastardita" dell'italiano.I dialetti sono i diretti discendenti del latino volgare,non quello scritto nei libri, ma quello parlato dal popolo.Nei luoghi soggetti ad invasioni poi chiaramente è rimasta un aforte e riconoscibile traccia delle lingue dei popoli conquistatori,come Greci o Arabi al sud. Il volgare che Dante volle utilizzare per la Divina Commedia altro non era che la aprlata dei fiorentini. Quindi il dialetto ha il suo valore linguistico a a prescindere dalla lingua ufficiale d'Italia.
accetto la tua correzione GIUSY
:) bella.... ce ne fossero di persone come te..non per la correzione,dico in generale... fuori c'è un mondo cattivo!! cmq son contenta che sei ritornata..
@ giusapone.! Brava.! Perfetta l’analisi storico-linguistica.! Superate le barriere dialettali, radicata che sia la Lingua Nazionale, con le sue Regole, con le sue “dolcezze” e pur con le sue “illogicità”, sarebbe forse l’ora di pensare ad una Superlingua, per una maggiore intesa fra i Popoli.! Ne esiste già una, l’Esperanto, sufficientemente logica, formulata nel 1887 da Zamenhof, che stenta però a prendere piede per diversi motivi che qui è inopportuno elencare.! Ciao, ciao.!
Ciao bry,ho una dolce canzone in testa...te la voglio far conoscere:
Oi chi spuntau lu suli e vui passati
amuri nta lu pettu mi jiuriti...
poi si fuss'eu la rosa chi portati
lu iancu muccaturi chi stringiti...
quandu vi vitti vitti lu suli,
vitti la primavera spampanata...
li labbra comu zuccaru turruni,
la vucca nu caronfolu di fata..
L'amuri quandu voli trova locu,
non lu ferma no lu munti e non lu mari..
l'aurora si fa bella a pocu a pocu,
ma bella come a vui non si sa fari..
ma bella come a vui non si sa fari..
@ giusapone.! Ottima la canzone con incipit “Oi chi spuntau lu suli e vui passati”.! Non ho trovato il sito per poterla ascoltare.!
Senti questa (acrostico), di autore non tanto ignoto, catturata in fondo al cassetto.:
950223 – Canzuneddha campagnola.!
Figghjola bbeddha.! Scjuri senza spina.!
RRestjti, ancora n’attjmu, cu *miha.!
Anfinu a *quando, all’arba, la jaddhina
Nessci r’u jaddhinaru ‘mi jaddhiha.!
Cincu minuti… si *mi sij bbicina…
Ehu jaddhu su’ ddi focu antornu a *Tiha.!
Si *mi satassi ancoddhu, panza e schina,
Cu sthruggimentu, Ti faciva miha…
A la sdirrutta e *puru a la rruhina.!
Ciao, ciao.!
ovviamente,se mi conosci un po' ormai,saprai che è una canzone cantata da Mimmo Cavallaro..Torniamo all'argomento linguistico:ho sentito parlare dell'esperanto,so cos'è e cosa si prefigge, ma ho letto anche diverse critiche,che ora onestamente non saprei riportare, ma il fatto che non sia mai entrato “in vigore”,diciamo così,è significativo,non trovi?io non afferro il concetto di “superlingua”: perchè ci dovrebbe essere?non è meglio conservare la pluralità delle parlate?già abbiamo l'inglese a rompere le scatole in ogni singolo giorno della nostra vita..