L'eccellenza dei prodotti calabresi: il suino nero di Calabria |
Se, passeggiando per i boschi della Valle del Savuto nelle lunghe giornate estive, vi imbattete in una mezza dozzina di esserini neri come la notte, niente paura! Non sono folletti dei boschi, sono i simpatici suini neri di Calabria!
Il suino nero è un animale di media taglia, non ha masse muscolari particolarmente sviluppate, ha le orecchie grandi, le zampe piuttosto corte e setole nere che lo rendono riconoscibilissimo rispetto al più comune suino bianco. E' un animale cui piace camminare e pascolare allo stato brado, manifesta un forte istinto materno, nonché un forte vigore sessuale; i piccoli, da 7 a 9 per cucciolata, nascono dopo un periodo di gestazione di circa 4 mesi, sono molto vivaci e vengono amorevolmente accuditi dalla scrofa finché interviene il periodo di svezzamento (a circa 40 giorni dalla nascita).
I suini neri, più fortunati rispetto ai loro “cugini” bianchi costretti entro angusti recinti,vengono allevati allo stato brado o semi-brado, mangiano ghiande e tuberi nei boschi di sole querce nel territorio di Altilia (CS), e una razione di cereali misti quando la sera rientrano nei recinti che li proteggono dagli animali selvatici.
Il nero di Calabria, che fa parte delle 5 più antiche razze di suini italiani, in passato è stato allevato per le sue capacità di forte adattabilità all'aspro ambiente calabro, e per la sua particolare resistenza, in quanto razza autoctona, alle malattie tipiche del suino; oggi invece non solo non è più diffusamente allevato, ma corre il rischio di estinguersi, soppiantato dal suino bianco, che ingrassa molto più in fretta, raggiunge un peso considerevole e genera più cuccioli, ma è esposto alle malattie del suino, per curare le quali vengono usati spesso antibiotici che poi restano nelle carni che noi consumiamo.
Oggi ne rimangono circa 2.000 capi in tutta la regione, molti dei quali vengono allevati nell'azienda agricola Ferrari, dove è presente un allevamento fiorente, nato dalla passione del proprietario e da anni di sacrifici,studi e selezioni.
Ancora una volta, la nostra regione dimostra di avere tanto da offrire nel campo agroalimentare; prodotti sani, biologici, ricchi di gusto e dal sapore intenso di tradizione.
Delicious |
Digg |
Facebook |
Furl |
Google |
Magnoliacom |
Newsvine |
OK Notizie |
Reddit |
Segnalo Alice |
Technorati |
Yahoo







un'altra specialita' calabrese
@ giusapone.! Complimenti per l’articolo.! Mi hai riportato all’adolescenza (1950).! Ne abbiamo allevato uno, per quasi un anno, avendolo comprato da un amico che non poteva mantenerlo per carenza di alimentazione.! S’era ben fatto, pronto per essere venduto, quando una moria generale, da afta epizootica, lo ha colpito, per cui, moribondo, è stato quasi regalato, ad un macellaio della Città… per farne sapone (disse lui).!
Se trattasi della stessa specie, ne ho visto alcuni, allo stato brado, in zona Gambarie.! Alcuni anni fa, sono stato più volte a “frittolate”, in località Trunca, pure di maiale nero, allevato in zone aspromontane da forestali di mia conoscenza.!
Probalmente, l’ottimo “prosciutto della Sila”, che ho trovato una sola volta al supermercato, è di maiale nero di Calabria.!
Ciao, ciao.!
da Trunca discende la mia famiglia.I Sapone vengono da là.
e le frittole da me le fa ogni famiglia,più volte durante l'inverno,ma di maiali bianchi.Ovvio che quello nero,semiselvaggio,sarà più saporito e megro di quello bianco
a me le frittole nn piacciono anche se devo ammettere che la carne di maiale la gradisco molto solo che non vado molto d'accordo col grasso
@ giusapone e mary76mt.! L’economia di un Territorio regge meglio s’è impostata su basi agroalimentari e sull’allevamento.! Se i vari governanti, governatori, ammistratori della Calabria avessero un po’ più di naso e anziché devolvere il denaro pubblico verso opere inutili, lo devolvessero a sostegno di questi due settori, aiutando i volenterosi a delle iniziative in tale direzione, forse si potrebbe cominciare a parlare di recupero del Territorio e ripresa dell’economia.! Partendo proprio dal Maiale nero di Calabria da allevare allo stato brado su tutto il territorio silano e aspromontano.!
Per inciso, la “Diga del Menta”, che ho visitato due volte, è “pronta inutilizzata” da più di trenta anni.! Perché.?
Il grasso di maiale fa molto meno male di quello di manzo.! L’8% è necessario per metabolizzare la parte magra.! Il prosciutto è così calibrato ed è un errore sgrassarlo.!
Ciao, ciao.!
vero,vero,la diga sul Menta è lì inutilizzata da anni,la vedo ogni anno che ci vado!!e sono d'accordissimo con te,io darei contributi solo x i giovani che volessero valorizzare i prodotti di calabria!ti avevo già detto quel che pensavo sulla fabbrica Liquichimica di Saline.Vorrei che ci impiantassero degli stabilimenti x la lavorazione di prodotti tipici.Ma chi m'ascolta,Bry?i politici?diceva mia nonna: 'nzà mà,Signuri!!!Non sia mai,Signore!!!
il maiale...buono..certo Mary,s eparli delle frittole,devi aprlare di grasso,ma devo dire che in genere i maiali allevati con alimneti genuini nelle mie campagne non sono grassi,e quindi sia ilm salame,sia le frittole non sono eccessivamente pesanti
@ giusapone.! In recente passato, percorrevo spesso la Statale Jonica fino ad Ardore.! Una mattina, guardando l’altissima “Ciminiera” di quella che avrebbe dovuto essere una potente industria per la fabbricazione di mangime, m’è venuto spontaneo questo verso.:
“Maestosa.! Inutile.!”
Inutile come è lo sforzo di ogni Calabrese che vorrebbe fare qualcosa, ma si trova sempre contro un muro di granito, spingendo il quale, si sfascia la testa.!
Io saprei come si potrebbe cominciare a fare qualcosa.: “Spirito di aggregazione.!” – Il resto verrebbe da sé.! Ma è proprio questo che manca nei Calabresi.! Caratteristica che, al Nord, ho invece riscontrato molto marcata.!
Ricordo, un giorno, alcuni anni fa, che una signora, amica di mia figlia, parlando di “miele”, mi disse a bruciapelo.: “Ma perché non viene a darci una mano.? Noi, in famiglia, alleviamo le Api e produciamo molto miele che vendiamo direttamente alle botteghe di nostra conoscenza.!” – Ho risposto.: “E’ troppo tardi, signora.! Grazie.!”
E’ questo che manca dalle nostre parti, od, almemo, la “intraprendenza imprendoriale” è limitata a poche iniziative, ma spesso è controllata o gestita direttamente dal malaffare, col risultato che i Migliori se ne vanno, le Famiglie si squinternano, l’Economia globale si appiattisce e la Calabria muore.!
Ciao, ciao.!
caro Bry,per fare aggregazione bisogna che centinaia di teste ragionino tutte nello steesso modo,almeno in linea di massima.Ed invece trovo spesso che parecchi giovani sono,anzi voglio mettermici dentro anch'io perchè non mi va di aprlare "dalla cattedra", siamo bravi a parole e poi in relatà disposti a piegarci,anche in maniera minima, alla realtà dei fatti.Mi spiego?ti faccio un esempio del amlaffare che gestisce le cose pubbliche e a cui il cittadino non sa o non vuole ribellarsi.Al mio paese hanno costruito una vera a propria cattedrale nel deserto,una chiesa immensa e già in rovina per l'imperizia di chi ha progettato e diretto i lavori.In un apese minuscolo come il mio,milioni e milioni gettati alle ortiche,dietro interessi privati e non certo pubblici.E sta cadendo a pezzi nonostante sia stata terminata si e no 5 anni fa.Noi cittadini,muti,o almeno, se nessuno ha potuto parlare con cognizione di causa.Mettiti contro i professoroni...la Curia,il Comune,i proprietari del terreno....
Forse sono andata fuori tema e quello che ho scritto non c'entra niente, ma volevo semplicemente dire che perchè ci sia aggrgazione,bisogna saper viaggiare nella stessa direzione,invece qui da noi facciamo così "ognuno per sè e Dio per tutti".
o no?