Comuni Calabresi: "Qui la 'ndrangheta non entra" |
Raccogliendo l'input della presidenza del Consiglio regionale, la commissione antimafia presieduta da Salvatore Magarò, all'unanimità ha deciso di donare a tutti i comuni calabresi una targa da apporre sul portone d'ingresso del municipio: "Qui la 'ndrangheta non entra. I comuni calabresi ripudiano la mafia in ogni sua forma". Si tratta di una prima simbolica iniziativa, che muove dalla soglia della municipalità. Un enunciato che dovrebbe essere indicativo (il modo dell'azione reale) ma che è ancora oggi ottativo, il modo del desiderio. Un'asserzione che dovrebbe rappresentare un presupposto scontato o una constatazione, ma che purtroppo nasconde un congiuntivo esortativo o forse un precativo, il modo della preghiera. Sarà interessante vedere le reazioni dei cittadini in visita al proprio municipio. Un cartello da situare sulla soglia di un pacchetto di provvedimenti che vanno dalla costituzione dell’ente regionale come parte civile nei processi di 'ndrangheta o comunque di "metodo mafioso" al codice di autoregolamentazione sulla trasparenza dei candidati alle elezioni amministrative. Tra le altre iniziative annunciate, la presentazione itinerante di dieci libri, tra classici e novità, sul fenomeno mafioso e una provocatoria mostra sull'immagine coordinata della 'ndrangheta. Sono poi previste azioni di sostegno e premialità per i suggerimenti che verranno, nel corso di questo anno accademico, dagli studenti del corso di laurea in Comunicazione e Dams dell'Università della Calabria, impegnati in un laboratorio di comunicazione sociale e marketing non convenzionale.
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no comment....
E’ discutibile l’iniziativa.! La ndhranghjta è dappertutto, fin nelle nostre ossa.! Le sue secolari radici e l’esercizio permanente sul campo hanno creato una società calabrese tale e per cui non si riesce a distinguere lo ndhranghitista, dal tollerante, dal connivente, dal colluso, dall’indifferente, da chi la ndhranghjta la combatte con ogni gesto, con ogni parola, con ogni mezzo, mettendo a rischio anche la propria esistenza.!
Potenziamento di strumenti e mezzi adeguati sono intanto necessari per vedere qualche frutto, mentre la Scuola di ogni livello deve essere la palestra centrale per educare i Cittadini tutti (docenti, discenti, genitori) all’esercizio della “Cultura contro la criminalità organizzata”.!