Crotone, ok al protocollo d’intesa per gli scavi archeologici |
“È un sogno che comincia a concretizzarsi, dopo quarant’anni d’attesa”. Il sindaco di Crotone, Peppino Vallone ha pesato bene le parole per dare al momento la solennità che merita. Da quando negli anni ’70 la fondazione ‘Lerici’, incaricata di effettuare alcune indagini archeologiche in previsione dell’ampliamento degli stabilimenti Montedison, ha individuato proprio nell’area prospicente le fabbriche il quartiere settentrionale della polis di Kroton (l’antica città della magna graecia), un po’ tutti i crotonesi hanno sognato che i resti fossero riportati alla luce, fantasticando sul ritrovamento di eventuali tesori archeologici, tali da attrarre turisti a frotte. Il momento è giunto con la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra il Comune capoluogo e le due articolazioni regionali del ministero per i Beni e le attività culturali: la Soprintendenza ai Beni archeologici e la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici. Ad apporre la firma sul documento che regola la campagna di scavi sono stati lo stesso sindaco, la soprintendente Simonetta Bonomi ed il direttore Francesco Prosperetti. “Adesso – ha aggiunto il primo cittadino – speriamo di poter inaugurare in tempi brevi l’apertura del cantiere dei lavori. Quanto prima, infatti, il progetto sarà inoltrato alla Stazione unica appaltante, dove è già stata avviata la procedura di gara per la bonifica dell’intera area”. Il progetto di bonifica immediata sul primo ettaro in cui sarà avviata la campagna di scavi, infatti, si inserisce in quello complessivo di bonifica dell’area archeologica all’interno del sito di interesse nazionale (Sin) di Crotone e Cassano-Cerchiara, inquinato dalle industrie storiche crotonesi, chimiche e metallurgiche. Dove sono presenti anche resti di cinque edifici rurali del tardo Settecento: villa e torre Morelli; villa, casino-vigna e torre Galluccio. Di quest’intervento il Comune di Crotone ha chiesto ed ottenuto di essere il soggetto attuatore ed è anche l’artefice con i propri uffici del progetto esecutivo approvato in numerose conferenze dei servizi in sede ministeriale. Può contare su un finanziamento di circa 11 milioni di euro, somma che deriva dall’Apq ambiente 2006, sottoscritto tra ministero dell’Ambiente e Regione Calabria, e dal recente accordo di programma (che finanzia pure la bonifica dei 24 siti Cic) sottoscritto ancora tra ministero dell’Ambiente e Regione, ma anche da Provincia e Comune di Crotone. Previsto un primo stralcio dei lavori con le somme immediatamente disponibili (circa 7 milioni di euro) per cui è già stata avviata la procedura di appalto. Il sistema di bonifica individuato è quello della fitorimediazione: in pratica si piantumeranno e coltiveranno essenze vegetali con un apparato radicale in grado di assorbire i metalli pesanti (in particolare cadmio e zinco) presenti nello strato del suolo fino ad un metro e mezzo, ma senza danneggiare il sottostante strato archeologico, e di accumularli nella pianta; così per rimuovere i metalli contaminanti basterà asportarla. Ovviamente si tratta di un procedimento da ripetere per alcuni anni. I lavori consisteranno, fondamentalmente, in queste fasi principali: realizzazione dell’impianto di fitorimediazione, di un impianto irriguo e di canalizzazione delle acque, di un sistema di videosorveglianza, della manutenzione e conduzione colturale e del monitoraggio dell’inquinamento.
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Eliminare il rischio idrogeologico, bonificare il territorio in cui si vive, portare in evidenza i resti del passato, mantenere pulito ed ordinato l’ambiente, non solo sono un motivo di attrattiva turistica, ma sono anche indice di “Alta Civiltà”, spesso ignorata dal popolo calabrese.! Anche se il progetto richiederà anni per la realizzazione, pensare alle generazioni future dovrebbe essere un piacere, oltre che un obbligo, delle generazioni presenti, se non vogliono passare nel dimenticatoio degli “oggetti” inutili, dannosi e degni del peggiore biasimo.!
Non ci si stanca mai di ripetere alla noia che i lavori siano realizzati “a perfetta regola d’arte” e che i finanziamenti non scivolino nelle tasche della delinquenza organizzata, sempre pronta a catturarli.!