Giornata mondiale delle donne rurali, un convegno di Confagricoltura Calabria |
Si è tenuto a Cosenza il convengo “Agricoltura: pari opportunità”. L’iniziativa è stata promossa dal Coordinamento regionale imprenditoria femminile di Confagricoltura Calabria per celebrare la Giornata mondiale della donna in agricoltura, proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite dopo 13 anni di campagne e pressioni.
Si tratta di una conquista importantissima per il mondo intero, in considerazione del ruolo portante svolto dalle donne nel settore agricolo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove le donne costituiscono la maggior parte della forza lavoro in agricoltura, producono dal 35 al 45% del Pil e ben oltre il 50% del cibo (addirittura fino all’80% in Africa, 60% in Asia, tra il 30 e 40 % in America latina e nei Paesi occidentali).
“La Giornata internazionale delle donne rurali, che dovrà essere rispettata da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite - ha affermato la consigliera di Parità Stella Ciarletta - sarà d’ora in poi occasione per le donne che vivono nelle comunità rurali e per le organizzazioni che le rappresentano di sensibilizzare tanto la società civile quanto i governi nazionali circa il loro ruolo cruciale eppure poco riconosciuto nel settore agricolo e spingere queste realtà a supportarle”.
“Queste attrici dello sviluppo - ha aggiunto Stella Ciarletta - potranno d’ora in poi rivendicare i propri diritti fondamentali allo sviluppo e pretendere di essere informate su cosa stanno facendo i propri governi per andare incontro al loro diritto allo sviluppo, per riconoscere il loro contributo e per aiutare a migliorare le loro condizioni. Potranno avanzare pretese affinché i governi si muovano in tal senso”.
Per le foto si ringrazia www.fllickr.com
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in un lavoro che non viene riconosciuto e valorizzato da nessuno. Se non ci fossero i contadini col cavolo che si mangerebbe! Ed è un lavoro sempre più delle donne che si spaccano la schiena x pochi soldi.
L'articolo veicola una riflessione sullo stato delle donne in una "cultura"fatta ancora di troppi retaggi del passato.Eppure il tempo di "RISO AMARO" e delle famose "MONDINE delle PALUDI" non ci appartiene più!...Tuttavia è molto strano il fatto che,benchè la competenza delle stesse sia stata tante volte collaudata e siano state,anche indiscutibilmente,ritenute promotrici di un rinnovamento socio-culturale,esse non riescono ad avere quel ruolo di "visibilità" che tocca di diritto,oltremodo per i tanti meriti acquisiti nel campo della produzione alimentare!Certo è inconfutabile che ci sia una spaccatura nella nostra Italia tra donne agricole e rurali.Al Nord esiste l'imprenditoria agricola gestita da donne,al Sud ci si imbatte massimamente nel lavoro dipendente,in quello salariato.Eppure e le une e le altre hanno un sogno comune:il riconoscimento del loro ruolo nella produzione.Le politiche sociali pare che non abbiano intenzione di spianare loro l'impervio sentiero e tutto sembra restare fortemente ancorato al coraggio e al sacrificio personale.
è una parola gorssa in alcune nostre realtà dove l'agricoltura è ancora considerata come 100 anni or sono...eppure si può e si deve fare di più in questi paesi dell'entroterra calabrese...aiutiamo questa gente a crescere...non ho la ricetta...non saprei da dove iniziare...avanzate proposte costruttive...