Commissario Mascherpa, un fumetto per raccontare la legalità

Il protagonista è frutto della mente di uno scrittore e di un disegnatore; il posto in cui opera non è immaginario come la Vigata del commissario Montalbano, ma è una delle località turistiche più rinomate della Calabria. È Diamante la sede di lavoro del commissario Mascherpa, partorito dalla fantasia dello scrittore cosentino Carlo Scornaienchi e del disegnatore Jhonatan Fara, le cui avventure arricchiranno i prossimi numeri di “Polizia moderna”, la rivista ufficiale della Polizia di Stato. Nella cittadina del peperoncino piccante, punto di riferimento della riviera dei cedri, opera un commissariato immaginario situato davanti al lungomare cittadino. Ed è qui che Mascherpa, guardando le acque azzurre del Tirreno, riflette sui casi che lo impegnano. Il neodirigente del commissariato ha preso servizio idealmente oggi, con la presentazione dell’iniziativa. “Da oggi è alle mie dipendenze.

È un personaggio particolare e sarà a capo di una squadra di persone semplici con un cuore, perché dietro ogni divisa c’è un cuore che batte” ha detto il questore, Giancarlo Conticchio, battezzando l’iniziativa a Belvedere Marittimo, ad un passo da Diamante, alla presenza delle autorità della provincia cosentina. “Il commissario Mascherpa – ha detto Annalisa Bucchieri, direttrice della rivista – è nato sul desiderio di conquistare un pubblico di lettori giovani e di scommettere su una forma di comunicazione nuova, diversa dal linguaggio giornalistico di ‘Polizia Moderna’, una rivista storica pubblicata dal 1949 e che pertanto fa parte del sistema identitario della Polizia. Una identità da rafforzare – ha aggiunto – entrando nelle famiglie dei poliziotti che sono nostri abbonati, ma anche in quelle dei tanti dirigenti scolastici che ci seguono e nelle scuole, sperando che il commissario Mascherpa sia veicolo di legalità fra gli studenti. Il fumetto è la porta d’ingresso alla lettura”.

L’idea di dare vita a un fumetto per la rivista è nata dall’incontro casuale, avvenuta ad una mostra di fumetti a Roma, fra la stessa Bucchieri e Scornaienchi. “C’erano ragazzini che amavano i fumetti – ha spiegato la direttrice – e ho pensato che attraverso i fumetti potessimo rivolgersi a loro. Intervistammo Scornaienchi per la rivista e da li nacque l’idea di un grafic novel per la rivista. Iniziamo un’avventura bellissima, di grande fascino”. È stato un incontro molto bello. Ho scritto diverse grafic novel sul tema della legalità, come quella dedicata a Renato Vallanzasca e una dedicata a Lollò Cartisano, vittima di mafia” ha detto Scornaienchi, ricordando quell’incontro. “Il fumetto – ha aggiunto – serve a raccontare la realtà, ma è uno strumento attraverso il quale si raccontano storie come nella letteratura o nel cinema. Mascherpa non è un supereroe, ha le sue debolezze, le sue parole e le sue ansie. Tenta di risolvere i problemi in un territorio bellissimo ma difficile per la presenza della criminalità organizzata. È un nuovo che normalmente passeggia sul lungomare di Diamante, fuma, per poi andare a mangiare al ristorante”. Un personaggio immaginario, dunque, ma “umano”: come il suo collega Montalbano: Mascherpa ha una fidanzata che aspira al matrimonio e non è detto, come è stato lasciato intendere, che nel corso delle puntate non ci riesca.

La scelta della Calabria, ha detto Bucchieri, “è nata passo dopo passo. L’idea originaria era quella di ambientare le avventure in un commissariato a Roma, ma poi abbiamo scelto di valorizzare il lavoro delle piccole realtà, dove i poliziotti fanno squadra. Non vogliamo fare un poliziesco classico, ma un poliziesco che racconti cosa significa essere poliziotto. Il “Commissario Mascherpa” è la storia di un team”. La stesura delle storie sarà il più possibile realistica, dai tempi di un’autopsia alle tecniche investigative. “Un passo obbligato – ha detto Scornaienchi – visto che la platea dei lettori è composta da addetti ai lavori”. Il direttore centrale degli affari generali della Polizia, prefetto Filippo Dispenza, ha portato il saluto del capo della Polizia, Franco Gabrielli, e ha sottolineato che i proventi degli abbonamenti della rivista sono destinati ad una iniziativa di solidarietà. “Il commissario Mascherpa e i poliziotti che lo affiancano – ha spiegato – spesso si trovano nei nostri tanti commissariati. Operano in terre bellissime come la Calabria e la Sicilia in cui c’è questo cancro della criminalità da estirpare. Quella di oggi è una manifestazione nazionale, perché mafia e ‘ndrangheta hanno proiezioni in tutto il paese e anche all’estero per i motivi più abietti”.

12 Set 2017 0 comment  

Il protagonista è frutto della mente di uno scrittore e di un disegnatore; il posto in cui opera non è immaginario come la Vigata del commissario Montalbano, ma è una delle località turistiche più rinomate della Calabria. È Diamante la sede di lavoro del commissario Mascherpa, partorito dalla fantasia dello scrittore cosentino Carlo Scornaienchi e del disegnatore Jhonatan Fara, le cui avventure arricchiranno i prossimi numeri di “Polizia moderna”, la rivista ufficiale della Polizia di Stato. Nella cittadina del peperoncino piccante, punto di riferimento della riviera dei cedri, opera un commissariato immaginario situato davanti al lungomare cittadino. Ed è qui che Mascherpa, guardando le acque azzurre del Tirreno, riflette sui casi che lo impegnano. Il neodirigente del commissariato ha preso servizio idealmente oggi, con la presentazione dell’iniziativa. “Da oggi è alle mie dipendenze.

È un personaggio particolare e sarà a capo di una squadra di persone semplici con un cuore, perché dietro ogni divisa c’è un cuore che batte” ha detto il questore, Giancarlo Conticchio, battezzando l’iniziativa a Belvedere Marittimo, ad un passo da Diamante, alla presenza delle autorità della provincia cosentina. “Il commissario Mascherpa – ha detto Annalisa Bucchieri, direttrice della rivista – è nato sul desiderio di conquistare un pubblico di lettori giovani e di scommettere su una forma di comunicazione nuova, diversa dal linguaggio giornalistico di ‘Polizia Moderna’, una rivista storica pubblicata dal 1949 e che pertanto fa parte del sistema identitario della Polizia. Una identità da rafforzare – ha aggiunto – entrando nelle famiglie dei poliziotti che sono nostri abbonati, ma anche in quelle dei tanti dirigenti scolastici che ci seguono e nelle scuole, sperando che il commissario Mascherpa sia veicolo di legalità fra gli studenti. Il fumetto è la porta d’ingresso alla lettura”.

L’idea di dare vita a un fumetto per la rivista è nata dall’incontro casuale, avvenuta ad una mostra di fumetti a Roma, fra la stessa Bucchieri e Scornaienchi. “C’erano ragazzini che amavano i fumetti – ha spiegato la direttrice – e ho pensato che attraverso i fumetti potessimo rivolgersi a loro. Intervistammo Scornaienchi per la rivista e da li nacque l’idea di un grafic novel per la rivista. Iniziamo un’avventura bellissima, di grande fascino”. È stato un incontro molto bello. Ho scritto diverse grafic novel sul tema della legalità, come quella dedicata a Renato Vallanzasca e una dedicata a Lollò Cartisano, vittima di mafia” ha detto Scornaienchi, ricordando quell’incontro. “Il fumetto – ha aggiunto – serve a raccontare la realtà, ma è uno strumento attraverso il quale si raccontano storie come nella letteratura o nel cinema. Mascherpa non è un supereroe, ha le sue debolezze, le sue parole e le sue ansie. Tenta di risolvere i problemi in un territorio bellissimo ma difficile per la presenza della criminalità organizzata. È un nuovo che normalmente passeggia sul lungomare di Diamante, fuma, per poi andare a mangiare al ristorante”. Un personaggio immaginario, dunque, ma “umano”: come il suo collega Montalbano: Mascherpa ha una fidanzata che aspira al matrimonio e non è detto, come è stato lasciato intendere, che nel corso delle puntate non ci riesca.

La scelta della Calabria, ha detto Bucchieri, “è nata passo dopo passo. L’idea originaria era quella di ambientare le avventure in un commissariato a Roma, ma poi abbiamo scelto di valorizzare il lavoro delle piccole realtà, dove i poliziotti fanno squadra. Non vogliamo fare un poliziesco classico, ma un poliziesco che racconti cosa significa essere poliziotto. Il “Commissario Mascherpa” è la storia di un team”. La stesura delle storie sarà il più possibile realistica, dai tempi di un’autopsia alle tecniche investigative. “Un passo obbligato – ha detto Scornaienchi – visto che la platea dei lettori è composta da addetti ai lavori”. Il direttore centrale degli affari generali della Polizia, prefetto Filippo Dispenza, ha portato il saluto del capo della Polizia, Franco Gabrielli, e ha sottolineato che i proventi degli abbonamenti della rivista sono destinati ad una iniziativa di solidarietà. “Il commissario Mascherpa e i poliziotti che lo affiancano – ha spiegato – spesso si trovano nei nostri tanti commissariati. Operano in terre bellissime come la Calabria e la Sicilia in cui c’è questo cancro della criminalità da estirpare. Quella di oggi è una manifestazione nazionale, perché mafia e ‘ndrangheta hanno proiezioni in tutto il paese e anche all’estero per i motivi più abietti”.

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