La Riserva naturale “Valli Cupe” festeggia un anno di vita

«42mila sono stati i visitatori monitorati della Riserva Naturale Valli Cupe nell’estate scorsa. Un successo di presenze che rende orgogliosa l’intera area, perché siamo riusciti ad attrarre turisti non solo italiani, francesi, inglesi, ma anche cinesi, canadesi, bulgari. A dicembre attendiamo, tanto per dare un’idea di cosa può accadere nelle aree interne se l’azione di promozione dei nostri beni ambientali è supportata dalle istituzioni e dagli attori dello sviluppo, una delegazione russa».

Ha esordito così, il direttore della Riserva Naturale delle Valli Cupe Carmine Lupia, nel corso della manifestazione per festeggiare il primo anno di vita della Riserva e alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte Giuseppe Bombino e i consiglieri regionali Mimmo Tallini, proponente la legge istitutiva della Riserva, e Flora Sculco. I tre si sono congratulati per l’ottimo lavoro svolto dalla governance della Riserva, «fiore all’occhiello di una Calabria in movimento che non si rassegna alla marginalità sociale», ma che «con idee e progetti è in grado di ottenere successi in termini di sviluppo per tutto il territorio e riconoscimenti internazionali come la presenza a Milano nel tempio della moda all’interno della mostra ispirata dal direttore artistico di Richemont» che, dopo Londra, in primavera farà tappa a New York.

L’assessore regionale all’Ambiente Antonella Rizzo, impossibilitata a partecipare, ha inviato un messaggio di buon lavoro. «Numeri – ha aggiunto Lupia – che hanno superato quelli degli anni scorsi, ma con la novità che i visitatori continuano ad affluire, anche dopo l’estate e sebbene con presenze quotidiane inferiori, anche adesso. Tutto ciò, grazie ai nostri siti fortemente attrattivi e all’offerta variegata che la Riserva ha saputo costruire, promuovendo la nutrita rete museale, qualificando l’offerta enogastronomica del territorio e l’accoglienza, migliorata con la nascita di numerosi Bed & Breakfast. Nostra intenzione è proseguire in questo impegno collettivo per strutturare la crescita delle piccole aziende operanti nell’area che scelgono la strada della green economy e agevolare le opportunità di lavoro per i giovani e le donne, perché ci rendiamo conto che la tutela e la valorizzazione della biodiversità con tutto ciò che gli gravita intorno è uno dei settori maggiormente finanziati e incoraggiati dai finanziamenti europei».

Tra le attività svolte nel 2017: la valorizzazione dei siti archeologici e geologici; il ripristino della viabilità della Riserva; la fase avanzata del Piano di assetto naturalistico; la collaborazione con la Soprintendenza della Calabria e con alcune università per la valorizzazione dei siti archeologici; le convenzioni con il Fai, Legambiente e Soccorso Alpino; la collaborazione con l’Arsac per l’educazione ambientale; la gestione del Centro di Esperienza Ambientale Valli Cupe; la realizzazione del progetto internazionale di mobilità geografica e del progetto di educazione ambientale “Le piante e l’uomo nella Riserva Naturale Valli Cupe”. Tra i prossimi impegni, un protocollo d’intesa con il Parco Nazionale della Sila finalizzato a irrobustire la sentieristica e il marketing. Lupia ha ribadito l’urgenza «che la Riserva possa vedersi assegnato, come prevede l’art. 31 della legge sulle aree protette, da parte di Calabria Verde un congruo numero di operai». a cui sono andati i complimenti per la solerzia dell’Ente Gestore nel disbrigo delle procedure amministrative) e di Zagarise Domenico Gallelli, ha detto che «il Consiglio regionale si è mosso con lungimiranza approvando l’istituzione della Riserva, perché si sono fornite risorse e coraggio a coloro che hanno dato vita a un’esperienza naturalistica che oggi è un esempio brillante di buone pratiche ambientaliste che può e deve essere replicato». Inoltre, ha proposto «un aggiornamento della legge regionale 10 del 2003 sulle aree protette, anche perché dopo 14 anni sono intervenute nuove direttive comunitarie e anche alla luce del dibattito in corso nel Paese e della nuova legge quadro sulle aree protette in discussione in Parlamento».

Pienamente d’accordo sulla riforma della legge regionale Flora Sculco, che ha auspicato il superamento della fase di commissariamento del Parco della Sila e delle Serre e ha sottolineato l’esigenza «di dotare la Calabria di un Osservatorio sui Parchi e le aree protette con specifici compiti di coordinamento e promozione delle opportune sinergie. Queste realtà sono decisive per un futuro di benessere e civiltà e vanno considerate non più come luoghi in cui si consumano gestioni ordinarie, ma quali infrastrutture immateriali strategiche». Ha convenuto sulla riforma della legge e l’istituzione dell’Osservatorio anche Bombino nella sua qualità di presidente di Federparchi Calabria: «Dopo errori clamorosi compiuti nei decenni scorsi, quando ci si era illusi di poter dare risposte ai problemi dei calabresi con l’industrializzazione selvaggia o inseguendo lo sviluppo senza progresso che ha deturpato le coste o, peggio ancora, con la retorica della Calabria mare-monti, oggi è tempo di considerare la montagna e le colline come universi culturali in cui ritrovarsi per ritrovare la strada di uno sviluppo sostenibile. Dobbiamo riuscire a cucire la trama di un territorio in cui l’agricoltura, la biologia, l’enogastronomia, il turismo verde, le testimonianze naturalistiche, i paesaggi ambientali, gli attestati storici, archeologici, culturali e antropologici, costituiscono un patrimonio di risorse non esplorato che può fornire alla Calabria la vera soluzione per superare la crisi dell’economia e dell’occupazione».

Con l’illustrazione della prima tesi di laurea sulla “green community delle Valli Cupe” da parte del neodottore Salvatore Bianco e l’intervento della presidente della Cooperativa Segreti Mediterranei Rossella Capellupo che gestisce i servizi della Riserva si è conclusa la manifestazione. È seguita una rappresentazione teatrale (di Aniello Nigro, con musiche del maestro Nino Scuderi, a cura degli attori Mariano Riccio e Antonia Gualtieri) ispirata da “La Chanson d’Aspremont (o Canzone d’Aspromonte) e intitolata “Orlando e la strega di Barbaro”.

12 Gen 2018 0 comment  

«42mila sono stati i visitatori monitorati della Riserva Naturale Valli Cupe nell’estate scorsa. Un successo di presenze che rende orgogliosa l’intera area, perché siamo riusciti ad attrarre turisti non solo italiani, francesi, inglesi, ma anche cinesi, canadesi, bulgari. A dicembre attendiamo, tanto per dare un’idea di cosa può accadere nelle aree interne se l’azione di promozione dei nostri beni ambientali è supportata dalle istituzioni e dagli attori dello sviluppo, una delegazione russa».

Ha esordito così, il direttore della Riserva Naturale delle Valli Cupe Carmine Lupia, nel corso della manifestazione per festeggiare il primo anno di vita della Riserva e alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte Giuseppe Bombino e i consiglieri regionali Mimmo Tallini, proponente la legge istitutiva della Riserva, e Flora Sculco. I tre si sono congratulati per l’ottimo lavoro svolto dalla governance della Riserva, «fiore all’occhiello di una Calabria in movimento che non si rassegna alla marginalità sociale», ma che «con idee e progetti è in grado di ottenere successi in termini di sviluppo per tutto il territorio e riconoscimenti internazionali come la presenza a Milano nel tempio della moda all’interno della mostra ispirata dal direttore artistico di Richemont» che, dopo Londra, in primavera farà tappa a New York.

L’assessore regionale all’Ambiente Antonella Rizzo, impossibilitata a partecipare, ha inviato un messaggio di buon lavoro. «Numeri – ha aggiunto Lupia – che hanno superato quelli degli anni scorsi, ma con la novità che i visitatori continuano ad affluire, anche dopo l’estate e sebbene con presenze quotidiane inferiori, anche adesso. Tutto ciò, grazie ai nostri siti fortemente attrattivi e all’offerta variegata che la Riserva ha saputo costruire, promuovendo la nutrita rete museale, qualificando l’offerta enogastronomica del territorio e l’accoglienza, migliorata con la nascita di numerosi Bed & Breakfast. Nostra intenzione è proseguire in questo impegno collettivo per strutturare la crescita delle piccole aziende operanti nell’area che scelgono la strada della green economy e agevolare le opportunità di lavoro per i giovani e le donne, perché ci rendiamo conto che la tutela e la valorizzazione della biodiversità con tutto ciò che gli gravita intorno è uno dei settori maggiormente finanziati e incoraggiati dai finanziamenti europei».

Tra le attività svolte nel 2017: la valorizzazione dei siti archeologici e geologici; il ripristino della viabilità della Riserva; la fase avanzata del Piano di assetto naturalistico; la collaborazione con la Soprintendenza della Calabria e con alcune università per la valorizzazione dei siti archeologici; le convenzioni con il Fai, Legambiente e Soccorso Alpino; la collaborazione con l’Arsac per l’educazione ambientale; la gestione del Centro di Esperienza Ambientale Valli Cupe; la realizzazione del progetto internazionale di mobilità geografica e del progetto di educazione ambientale “Le piante e l’uomo nella Riserva Naturale Valli Cupe”. Tra i prossimi impegni, un protocollo d’intesa con il Parco Nazionale della Sila finalizzato a irrobustire la sentieristica e il marketing. Lupia ha ribadito l’urgenza «che la Riserva possa vedersi assegnato, come prevede l’art. 31 della legge sulle aree protette, da parte di Calabria Verde un congruo numero di operai». a cui sono andati i complimenti per la solerzia dell’Ente Gestore nel disbrigo delle procedure amministrative) e di Zagarise Domenico Gallelli, ha detto che «il Consiglio regionale si è mosso con lungimiranza approvando l’istituzione della Riserva, perché si sono fornite risorse e coraggio a coloro che hanno dato vita a un’esperienza naturalistica che oggi è un esempio brillante di buone pratiche ambientaliste che può e deve essere replicato». Inoltre, ha proposto «un aggiornamento della legge regionale 10 del 2003 sulle aree protette, anche perché dopo 14 anni sono intervenute nuove direttive comunitarie e anche alla luce del dibattito in corso nel Paese e della nuova legge quadro sulle aree protette in discussione in Parlamento».

Pienamente d’accordo sulla riforma della legge regionale Flora Sculco, che ha auspicato il superamento della fase di commissariamento del Parco della Sila e delle Serre e ha sottolineato l’esigenza «di dotare la Calabria di un Osservatorio sui Parchi e le aree protette con specifici compiti di coordinamento e promozione delle opportune sinergie. Queste realtà sono decisive per un futuro di benessere e civiltà e vanno considerate non più come luoghi in cui si consumano gestioni ordinarie, ma quali infrastrutture immateriali strategiche». Ha convenuto sulla riforma della legge e l’istituzione dell’Osservatorio anche Bombino nella sua qualità di presidente di Federparchi Calabria: «Dopo errori clamorosi compiuti nei decenni scorsi, quando ci si era illusi di poter dare risposte ai problemi dei calabresi con l’industrializzazione selvaggia o inseguendo lo sviluppo senza progresso che ha deturpato le coste o, peggio ancora, con la retorica della Calabria mare-monti, oggi è tempo di considerare la montagna e le colline come universi culturali in cui ritrovarsi per ritrovare la strada di uno sviluppo sostenibile. Dobbiamo riuscire a cucire la trama di un territorio in cui l’agricoltura, la biologia, l’enogastronomia, il turismo verde, le testimonianze naturalistiche, i paesaggi ambientali, gli attestati storici, archeologici, culturali e antropologici, costituiscono un patrimonio di risorse non esplorato che può fornire alla Calabria la vera soluzione per superare la crisi dell’economia e dell’occupazione».

Con l’illustrazione della prima tesi di laurea sulla “green community delle Valli Cupe” da parte del neodottore Salvatore Bianco e l’intervento della presidente della Cooperativa Segreti Mediterranei Rossella Capellupo che gestisce i servizi della Riserva si è conclusa la manifestazione. È seguita una rappresentazione teatrale (di Aniello Nigro, con musiche del maestro Nino Scuderi, a cura degli attori Mariano Riccio e Antonia Gualtieri) ispirata da “La Chanson d’Aspremont (o Canzone d’Aspromonte) e intitolata “Orlando e la strega di Barbaro”.

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